Ci ho pensato molto prima di pubblicare questa lettera ma dopo la morte di mio padre ho ritenuto giusto farlo …………….
Al mio Maestro Fausto Taiten Guareschi
Istituto italiano Zen Soto Shobozan Fudenji
Lettera al mio Maestro
Le scrivo questa lettera con un pò di ritardo, anche se probabilmente questo era il momento per farlo ……
È da un qualche tempo che frequento Fudenji ed assistendo alle sue conferenze tutte le volte mi sembra che riesca ad aprire una parte del mio cuore, a toccare i miei sentimenti più lontani, dove riaffiorano anche ricordi della mia infanzia vissuta nella campagna del basso lodigiano. (Come viene descritta da un poeta Cavenaghino, Andrea Maietti in vari suoi libri, dove vengono nominate spesso le varie zone del mio paese fra le quali “La costa verde” dove vivo tutt’ora)
Un’infanzia vissuta con un padre di esperienza antica, che mi ha fatto vedere come un uomo può trasformarsi con gli anni e non cambiare mai. Un uomo che avrebbe dovuto vivere nel medioevo, dove forse un pezzo della sua anima è rimasta e dove si lavorava quella poca terra ancora con delle attrezzature antiche, (mi ricordo la sua testardaggine sull’utilizzo di queste)… Ed effettivamente era l’unico metodo per avere ancora un contatto fisico con la terra dei nostri padri intesa come vita vissuta e sudata con amore e passione.
In poche parole questo è quello che mio padre mi ha lasciato, anche se ci sarebbe molto altro da aggiungere e da raccontare.
A questo punto posso solo dedurre che ogni padre a modo suo lascia al proprio figlio un segno indelebile per tutta la vita, sia una lezione di vita vissuta o raccontata, sia il proprio nome.
Caro Maestro, da lunedi con l’ordinazione a Bodhisattva la mia vita è entrata (con tutti i canoni previsti) a far parte delle persone che iniziano un cammino fatto di impegno, sensibilizzazione e rispetto di tutti i precetti. Sono onorato di aver ricevuto un nome cosi importante, il suo nome……….. il nome di mio padre.
Primo Taiten Tenca
"Come spesso succede per arrivare all’ascolto interiore (nel senso di ascolto di noi stessi,dei nostri desideri piu profondi mai presi in considerazione perché troppo semplici,poco costosi e non commerciali) e alla consapevolezza di esistere come esseri viventi con dei valori molto piu profondi e non necessariamente legati alle religioni,devono accadere dei fatti piu o meno rilevanti,dalla morte di una persona cara fino ad un sorriso appena accennato da un passate sconosciuto"
Primo Taiten Tenca